Egitto, razzi “elettorali” su Israele
L’Egitto è ad un crocevia cruciale.
Le prossime ore determineranno l’esito del braccio di ferro tra Fratelli musulmani e Esercito. La previsione degli osservatori più attenti è che i primi avranno la meglio sul secondo. Nuovi scenari si aprono in Medio Oriente. L’Occidente è allineato sulla posizione dell’amministrazione Obama, che ha scommesso nella moderazione dei prossimi padroni del più popoloso Paese arabo.
Una notizia che Israele ha volutamente ridimensionato, però, la dice lunga sull’ideologia dell’organizzazione islamista egiziana. Nella notte tra venerdì e sabato, due Grad sono esplosi nel Negev. Uno ha raggiunto Mizpe Ramon, che non dista molto da Dimona. Scendo l’intelligence israeliana, i due missili sono stati lanciati dal Sinai da una unità beduina, che ha ricevuto disco verde dai Fratelli musulmani tramite Hamas. L’obiettivo è chiaro: una provocazione anti-israeliana è un potente strumento di propaganda elettorale ad urne presidenziali aperte: nessun discorso, nessuno spot vale di più di un razzo lanciato contro l’arcinemico di sempre.
Bene ha fatto Israele a non cadere nella trappola e gettare acqua sul fuoco. Ma la singolare strategia elettorale dei prossimi probabili padroni dell’Egitto dovrebbe perlomeno aprire gli occhi all’Occidente naif. C’è di che dubitarne…